IL SILENZIO E’ DOLO

Oggi, presso la sala stampa di Montecitorio, in collaborazione con la Nazionale Italiana Cantanti, da 34 anni impegnata nel sociale e da 20 anni fortemente legata a progetti di legalità, presentato IL SILENZIO E’ DOLO, nuovo singolo di Marco Ligabue. Un pezzo nato con la collaborazione straordinaria del cantautore agrigentino Lello Analfino dei Tinturia e del rapper palermitano Othelloman. Si tratta di un progetto, e non solo di un brano musicale: “Il silenzio è dolo” è anche un video virale, una proposta di legge, una campagna contro tutte le mafie.


L’ANTEFATTO
Ismaele La Vardera, presidente dell’Associazione Nazionale “Verità Scomode”, ventuno anni, palermitano. Inviato dell’emittente televisiva Telejato, si occupa di inchieste. A ottobre 2014 un suo servizio - sulla vicenda degli scrutinatori di Villabate (PA) selezionati in occasione delle europee del 25 maggio 2014 - viene ripreso dal programma tv “Le Iene”, successivamente al quale Francesco Cerrito, sindaco di Villabate, Francesco Giglio, vicesindaco e gli assessori Giuseppe Mannino, Rosanna Caruso e Giovanni Pitarresi, rassegnano le proprie dimissioni. Ismaele ha quindi ricevuto l’Oscar della legalità, la menzione speciale al premio giornalistico Pippo Fava sezione giovani, e ha di recente pubblicato il suo primo libro “Le piccole cose fanno la differenza - il silenzio è dolo” : <>.

IL PROGETTO
Il cantautore emiliano Marco Ligabue, venuto a conoscenza di questi fatti, decide di scrivere una canzone sulla tematica, che sarà parte del suo secondo album da solista. Insieme a lui collaborano alla stesura del progetto due amici, artisti siciliani: Lello dei Tinturia e Othelloman. Il videoclip, girato tra Palermo e Villabate da Francesco Giannini e Maurizio Bresciani (e montato da Riccardo Guernieri), vede la partecipazione di liberi cittadini, giovani siciliani, il giornalista Pino Maniaci direttore di Telejato, insieme, tra gli altri, al giovane Ismaele La Vardera e alla testimone di giustizia Valeria Grasso.
Sullo sfondo, una terra che soffre più di tutte dell'equazione Sicilia=mafia, a causa di quelle poche migliaia di persone macchiate da una cultura mafiosa che da generazioni si declina, in senso più ampio, in altre forme di criminalità che trasformano l’equazione stessa in Italia=corruzione.

IL SILENZIO E’ DOLO vuole essere una forma artistica di denuncia contro tutte le mafie, una forma di riscatto per milioni di giovani che provano ad alzare la testa contro chi “ha voluto farci credere che il silenzio è d'oro”. Anche il giudice, e dal 2012 presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Nino Di Matteo, appoggia tra gli altri il progetto: “la mafia ha sempre prosperato nel silenzio, i mafiosi vogliono che di mafia non si parli – dichiara Di Matteo – il silenzio ha fatto danni quanto il piombo mafioso. Senza il silenzio e l’omertà dei pavidi
, la mafia non sarebbe mai stata forte come purtroppo è diventata. Per i mafiosi il silenzio è d’oro, io credo che il silenzio è dolo”.

Anche Marco Ligabue, nell’accettare di sviluppare e portare avanti questo ambizioso progetto polimediale, ha dichiarato: “se c’è una cosa che non concepisco è il sogno negato a un ragazzo o una ragazza di vent’anni. Per questo, una volta ascoltata la storia di Ismaele, è nata questa canzone. Le canzoni non cambiano il mondo ma possono essere parte di “quelle piccole cose che fanno la differenza”. E possono essere miccia che accenda un fuoco, e io mi auguro che si faccia sempre più grande”.

Gli artisti, grazie alla collaborazione di Valeria Grasso (testimone di giustizia per avere denunciato i propri estorsori) e alla collaborazione di Ismaele La Vardera, oltre a voler sensibilizzare l’opinione pubblica con una canzone, invitano la classe politica, anche attraverso una raccolta firme online, a rendere sempre aggiornato e pubblico un database di tutti i beni mobili, immobili, comparti aziendali e gli importi in sequestro dei conti correnti.

Chiedono, inoltre, che venga reso pubblico il percorso del bene: da sequestro a confisca, da confisca a confisca irrevocabile.

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