Sarah Bernhardt: “Quand meme” (ad ogni costo)

Modella simbolo dei manifesti Art Nouveau di Mucha e dei ritratti di Bastian La Page, musa ispiratrice de “Alla ricerca del tempo perduto”di Proust, attrice, scrittrice, scultrice, pittrice, famosa in Europa, Australia, America, Henriette-Rosine Bernhardt, al secolo Sarah Bernhardt, detta la "voce d'oro", rappresenta nella storia teatrale una pietra miliare dello scenario artistico negli anni a cavallo tra l'Ottocento e Novecento.
Nasce il 23 ottobre 1944 a Parigi da una stravagante ragazza e uno studente di legge Edouard Bernhardt. Un' infanzia difficile, la salute cagionevole, le crisi d'ansia e d'abbandono a causa, forse, del dissennato comportamento materno, frivolo e superficiale instillano nella piccola Sarah la ricerca incolmabile d'amore. Passa la sua infanzia sempre a casa di amici e parenti dove sovente viene lasciata dalla madre che non riesce a rinunciare alla vita mondana e disinibita per dedicarsi alla figlia.
La vita professionale dell'attrice raggiunge, da una parte, le vette più alte mai solcate prima, ma dall'altra si rivela irta di sacrifici, dolori e difficoltà gravi.
Il motto che accompagnerà le sue scelte per tutta la vita sarà: “Quand meme”, ad ogni costo; infatti le cronache dell'epoca riportano la descrizione di una donna capace di sopportare anche i più atroci dolori, le avversità più dure per amore della sua grande passione: il teatro.
Questo idillio comincia da ragazzina, quando, un martedì, la madre la porta con sé e i suoi amici alla Commèdie Francaise, a vedere “Britannico” di Jean Racine. Sarah ammise che pianse per l'emozione quando vide per la prima volta sollevarsi il sipario e sentì lo scrosciante applauso del pubblico.
Il ricordo di quella sensazione la incoraggia a intraprendere la via del teatro e, così, dopo aver terminato il conservatorio, riesce ad entrare anche lei alla Comèdie Francaise.
Il suo più grande successo è l'interpretazione di Zanetto, nel “Le Passant“ di Francoise Coppèe. Questo personaggio diventa famoso al pari di "Peter Pan", tanto che saranno date ben 150 repliche all'Odeon.
Sarah diventa una grande stella del firmamento artistico dell'epoca che muove le folle scatenando fermento ovunque si reca, tanto da richiedere l'intervento dei servizi di polizia .
Nonostante la sua preparazione culturale non abbia basi accademiche si muove bene nei salotti intellettuali mantenendo conversazioni di alto livello filosofico con i più grandi artisti e scrittori come ad esempio George Sand, Flaubert, Hugo.
Nelle cronache gossip coeve si parla molto, troppo di lei. Dal tratteggio del suo profilo emerge un carattere bizzarro e fantasioso, che la spinge a strane abitudini come dormire in una camera mortuaria con la bara vicina. Molti sostengono che si abbandona spesso a scene isteriche, ma nessuno è perfetto e il genio spesso richiede sregolatezza e anticonformismo.
Inizialmente il pubblico va a vedere Sarah non solo per la sua proverbiale abilità nel rivestire i ruoli più ardui in teatro ma soprattutto per le voci sul suo conto che suscitano clamore, inoltre si discute spesso sulla sua magrezza, quasi patologica. Ma la curiosità lascia il posto all'ammirazione quando i giornali riportano la notizia del matrimonio di Sarah, del suo amorevole marito e della scomparsa magrezza. Da quel momento il pubblico non distratto dal personaggio riesce ad apprezzare solo l'interpretazione e la maestria dell'attrice.

Molto si è detto, non solo all'epoca, sulla favoleggiata competizione tra la Bernhardt e Eleonora Duse, la musa del “poeta Vate” D'Annunzio.
In realtà D'Annunzio, abile stratega teatrale, nel 1896, propone a Sarah Bernhardt un lavoro, un dramma, “La città morta”, trascurando di averlo già proposto alla Duse.
Nonostante la poca delicatezza, il “poeta vate” avrà l'onore di assistere all'interpretazione del suo lavoro teatrale sia a Parigi, nel 1898 e sia al Lirico di Milano nel 1901, dalle più grandi stelle dell'epoca: rispettivamente dalla Bernahrdt e Duse.
La mancanza di tatto di Gabriele D'Annunzio non è causa di competizione tra le due attrici, anzi, Sarah invita insistentemente la Duse a Parigi, per una serie di recite al Renaissance, nel 1897. In occasione di questo soggiorno D'Annunzio, che resta in Italia, organizza per la Duse a Parigi alcune rappresentazioni in Italiano della “Signora delle Camelie”, opera interpretata dalla Bernhardt nello stesso momento e nello stesso teatro, nelle ore pomeridiane. Questa ulteriore trovata di D'Annunzio, voluta o fortuita, attrae l'attenzione del pubblico del teatro che è disposta a pagare sino a 250 franchi per un posto in sala solo per confrontare le performance delle due attrici.
Nonostante il confronto le attrici non mostrarono mai di cadere in stupidi competizioni da prime donne perchè consapevoli entrambe di esserlo.
Franca Minucci scrive, autrice del libro sui carteggi delle lettere tra la Bernhadt e D'Annunzio, che le due attrici hanno avuto in comune solo il periodo in cui sono vissute e questo ha giocato molto per le cronache ; un periodo di progresso e industrializzazione come la Belle Epoque, in cui tutto sembrava possibile.

La Bernhardt viene coinvolta nel caso che divise la Francia, la colpevolezza dell'ufficiale Alfred Dreyfus, di origine ebraica, impiegato presso il ministero della guerra, falsamente accusato di aver rivelato segreti relativi alla difesa all'addetto tedesco in Parigi. Tale caso scatenò un'ondata di antisemitismo. Dalle cronache pare che sia stata Sarah a spingere E. Zola a scrivere il J'accuse a favore di Dreyfus. Molti amici e parenti in conseguenza delle sue scelte si allontanano da lei.


Il 3 agosto 1914 scoppia la guerra in Europa e Sarah rimane a Parigi a sentire i tristi bollettini; ormai settantenne ha un grave problema alla gamba che le farà subire un'amputazione.
Nel 1915 torna al suo pubblico ne “Les Cathedrales “di Moran, il pubblico applaude con estremo entusiasmo la sua interpretazione.

L'ultimo contributo alla Francia è quello di unirsi alle Theatre des Armees per allietare le truppe con i suoi spettacoli.
Durante le prove un malore, un senso di soffocamento, la costringe a casa. Sembra che nonostante i dolori e la debolezza riesca a mettersi su di nuovo e comincia le riprese di un film: "La veggente".
Ma dopo aver recitato una scena sino in fondo con padronanza si accascia stremata per terra.
Viene portata a casa e dopo 5 giorni morirà tra le braccia dell'amato figlio Maurice, il 26 marzo 1923.
Trentamila persone parteciparono al suo funerale, mai si era vista tanta gente. Giovani, vecchi, autorità, uomini di strada, celebrità, anonime massaie erano tutti presenti per l'ultimo saluto alla loro Sarah.

Una donna di grande carisma e capacità intellettuali che viene ricordata soprattutto come attrice ma fu molto di più: Sarah Bernhardt rappresentò il punto intorno al quale girò la storia in un periodo di sconvolgenti cambiamenti, conobbe persino Napoleone, che, come ricorda lei stessa, era soprannominato dal popolo Plon-plon.
A pensare che da ragazzina desiderava farsi suora e invece conquistò le platee di gran parte del mondo e ancora oggi la sua vita è di grande interesse culturale.







Si ringrazia Franca Minucci per il suo libro edito da Ianieri: Sarah Bernhardt e Grabriele D'Annunzio.
La mia doppia vita - di Sarah Bernhardt scritta nel 1898, pubblicata in Italia solo nel 1981.
Film: The Incredible Sarah - Sarah Bernhardt - La più grande attrice di tutti i tempi. Con Glenda Jackson -1976 di Richard Fleischer -GBR - USA

Commenti

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